Opinioni futili per ascoltatori inesperti


#30 classifica 2009 [non-metal version]

altra obbligatoria classifica delle migliori dieci uscite musicali del 2009. resta fuori tanta roba bella e anche, chiaramente, tanta roba bruttissima incomprensibilmente pompata dalle gente che conta (questi meriteranno un post tutto per loro, mi viene il nervoso ogni volta che ascolto i loro dischi e, soprattutto, quando sento la gente parlare estasiata di loro).

Antony & The Johnsons – The Crying Light

i nostri piccoli cuoricini tristi si meritano Antony. l’amico buono che ti da una pacca sulla spalla quando sei triste e che  ti porta in un localino nuovo che conosce solo lui per fare due chiacchiere. che poi non sarebbe un cosa così intima, visto che Antony è un gigante di due metri che tende al travestitismo. infatti la sua musica non è solo intima e da cuori distrutti (per quello c’è Matt Elliott, o anche Steve Von Till), è anche pomposa, esagerata e sopra le righe (sempre rispettosamente, però).

Lady Gaga – The Fame Monster

per fortuna esiste. per fortuna ha fatto uscire la ristampa del disco dell’anno scorso. per fortuna ha inserito dentro anche dei pezzi inediti, tra cui questa bad romance, talmente delirante da darci la conferma che il pop dance nel 2009/10 o lo suoni così o non sei un cazzo di nessuno. esistono cantanti più intonate, più belle, con canzoni migliori, vero. ma non esistono cantanti che si vestono coi pupazzi di kermit del muppet show. dovrebbe bastare per amarla alla follia.

Maisie – Balera Metropolitana

c’è tutto, anche quello che non dovrebbe esserci. e ci sono dei testi che fanno a pezzi l’uomo e lo espongono al pubblico ludibrio. la musica indie italiana dovrà confrontarsi con questo disco qui (perderà, ma ci si accontenta anche di bei dischi, non escono sempre capolavori assoluti che mettono una pietra miliare nella storia della musica).

Mountains – Choral

questa è ambient. l’ambient è una musica particolare, da trattare con cautela, si oscilla sempre tra la bellezza e la musica da sottofondo del supermercato. questo disco è bello, elegiaco e ricco di immagini bucoliche. non è che ci sia molto da spiegare o descrivere (non sono ondarock), si ascolta: la differenza la fa il fatto che non resta li come sottofondo.

The Fauns – The Fauns

è necessario, per tutti noi che sogniamo ancora i cocteau twins, trovare dei bei dischi di gruppi che si ricordano da dove vengono. chiaro, c’è meno classe, ci sono più chitarre. ma c’è anche piacevolezza e ricordo.

Bobo Rondelli – Per Amor Del Cielo

già detto, bobo ha trovato la sua dimensione: sempre intellettuale e ubriacone, però meno disperato. si compiace e ammicca. indolente e strafottente (ma meno che in passato), ci regala qualche perla.

St. Vincent – Actor

devo ammettere che ho una predilezione per gli arrangiamenti corali ed orchestrali, per le voci femminili delicate, per le pennellate di elettronica minimal. quando trovo tutto insieme mi esalto e mi commuovo.

Soap & Skin – Lovetune For Vacuum

ha fatto innamorare tutti. io che non sono immune alle mode mi sono innamorato. darkissimo e pesantissimo, bisognerà fare attenzione al prossimo: rischia di diventare una amanda palmer (o un personaggio simile)  per emo-kids. ma rischia (speriamo) di continuare a fare dischi che spiegano la musica oscura ai 18enni.

Bat For Lashes – Two Suns

già detto. visto che bjork ha rotto il cazzo, ampiamente e da molto tempo e che kate bush è ormai passata, serviva una bimba nuova delicata, lievemente elettronica ed etnica allo stesso tempo. io prendo questa, anche perchè è un filo più commerciale delle altre (ed è un bene, commerciale va inteso come “piacevole all’ascolto” “non presuntuoso” e “non spaccacoglioni”). (nota: continuo a non capacitarmi di come l’hanno vestita nel video).

Rihanna – Rated R

ovvero: come passare da essere una teen-idol da pop facile facile (ma irresistibile) a essere l’autrice di un colosso che si può solo definire come gothic-pop da discoteca (o da radio).

Blackroc – Blackroc

il blues dovrebbe essere una musica che viene da dentro, non un esercizio di stile. i black keys hanno fatto questo, portando il blues negli anni 00, facendolo ascoltare ai fan dei tv on the radio e compagnia.

l’hip-hop è stato la musica delle black panther, è la musica della strada.

mettendoli insieme viene fuori una bomba in grado di smuovere (in un mondo migliore smuoverebbe anche le menti).





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