Opinioni futili per ascoltatori inesperti


#36 italia wave 2010 [mini report]

quello che ho visto (ho visto anche tanti sbirri in giro. inutili, dannosi e fastidiosi. come rendere inospitale il clima del festival).

SYSTEMA SOLAR. vestiti agghiaccianti e ragazzine che ballavano sotto il sole.
MODENA CITY RAMBLES. nostalgia canaglia. tristi dal 2002 (cit)
CO’SANG. belli zarri, non li ha capiti nessuno.
AMAZIGH. rigoroso punto d’incontro tra minoranza e mainstream.
HINDI ZAHARA. bella, ipnotica e magnetica. lacrimuccia.
DANIELE SILVESTRI E ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO. lacrime di tristezza.
BOLOGNA VIOLENTA. chi non c’era non ha capito niente, forse della vita. bisogna eliminarvi.
FUZZTONES. virili. maschie scapellate e maschie motociclette.
OK GO. senza visual non contano.
EDITORS. un piacevole anestetico.
GROOVE ARMADA. in un ora hanno condensato tutti gli incubi e le degenerazioni della musica elettronica moderna.
IL GENIO. roba che fa bene e ti rende più buono con gli altri.
BUD SPENCER BLUES EXPLOSION. le cose fatte semplicemente e con amore sono le migliori. hanno spettinato.
NOORA NOOR. l’equivalente in musica di una duna beige.
FAITHLESS. fatto il compitino.
PAN DEL DIAVOLO. una bella botta per i primi minuti. poi ti addormenti (io mi sono addormentato)
APRES LA CLASSE.  vanno bene ad una spiaggiata.
JULIAN MARLEY. l’esperienza concertistica più agghiacciante che abbia mai sperimentato. puzzo di morte a go go.
OJOS DE BRUJO. funzionano, e molto. ma si piacciono troppo e si perdono per la strada.


#35 italia wave 2010

una breve guida all’ascolto consapevole dei gruppi di italia wave.
molti non li conosco ma, ad un ascoltatore presuntuoso e superficiale, bastano 5 secondi per valutare un gruppo come uno scherzo di pessimo gusto. niente di personale, anzi. se mi spiegate la bontà del reggae, dello ska o dell’uso sconsiderato dell’elettronica nel rock apprezzerei molto.

un commento generale sul festival: sono contento che ci sia. manca il rock, quello dei sogni di adolescente. ci sono tante cose pregevoli, magari fuori posto. e i big, forse, lo erano una decina di anni fa. è la crisi.

21-7-2010

Wake Up Stage
BAD LOVE EXPERIENCE – portare londra e spensieratezza a livorno, da livorno. se uno si sveglia presto, poi puoi anche andare a fare un tuffetto tra i topi al gabbiano pensando di essere a malibù.

Psycho Stage
AIWA – la musica nel 2009 esiste quando prende una tradizione e una storia (anche recente) e la porta qui e oggi. a prescindere dai gusti (non sono per la roba arabeggiante, nemmeno se la fanno i metallari)
SYSTEMA SOLAR – come sopra, meno oggi e più tradizione. il problema sarà il pubblico. gonnelle svolazzanti che ballano e battimani. per fortuna (o purtroppo) suonano troppo presto.
MODENA CITY RAMBLES – il discorso qui viene meno perché la tradizione riletta è quella irlandese/gaelica e quella (gloriosa direi, faccina perplessa) del pds.
CO’SANG – con loro inizia la parte di italia wave dedicata alla fusione fredda di culture urbane, powered by comunità europea. questi sono fenomeni, si dovrebbe dire “da Marianella, la voce del ghetto”. direi piuttosto cazzotti in faccia ai documentaristi della miseria.
LA MELODIA – forse senza la voce la loro musica funzionerebbe anche nei clubbini-con-capiroska. con la voce angosciano. sarà bello: sole, mare, mojito ed angoscia dalla metropoli.
MARCUS PRICE – avantgarde rap, di quello che ormai amano tutti. non verrà apprezzato, a livorno si esulta per tonino carotone.
ORELSAN – il rap francese è garanzia. lui piacerà.
COOKING SOUL – piaceranno pure loro. come dicono nel giro giusto dei pantaloni larghi? basi che sono bombe. a questo punto della giornata mi sarò annoiato.

Main Stage

TOXIC TUNA – bello che nella giornata dedicata alla cultura mediterranea a rappresentare l’italia ci sia uno dei tanti gruppi con la fotta ska-punk-reggae, quello che ci portiamo dietro come tassa dai tempi del movimento no-global.

I VOICE – musica come ultima forma di resistenza e prima forma di lotta. lacrime.

LA KINKY BEAT – reggae/dub che non ci interessa, soprattutto, è noto, per il pubblico. peccato perché hanno anche dei testi abbastanza pregevoli. ma, si sa, il messaggio è anche il mezzo.

AMAZIGH – non ce la faccio, gente con qualcosa da dire che sbaglia il mezzo con cui dirlo.

HINDI ZAHARA – primo peso massimo. se nasceva negli stati uniti sarebbe stata una specie di cat power fumosa, in italia forse una carmen consoli amata dal pubblico indie. per fortuna è marocchina. pop da deserto.

DANIELE SILVESTRI E ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO – mi viene dentro tanta tristezza.

22-7-2010

Wake Up Stage
BOLOGNA VIOLENTA – non andrò al concerto, so come funziona. andrò in banditella ad osservare i reduci della baracchina bianca svegliarsi sotto le mitragliatrici e le citazioni sconce.

Psycho Stage
VIDEODREAMS – dài, indie rock anche piacevole, di quello che puoi ondeggiare senza far andare fuori posto un capello mentre ciucci un ghiacciolino all’amarena.
FAST ANIMALS & SLOW KIDS – ho ascoltato cioccolatino su myspace e c’era tutto: disegnini, simpatia, vocette. direi di entrare a gamba tesa sui prodotti dell’immaginario indie simpatico.
ALESSANDRO FIORI – il tipo dei mariposa (che non mi piacciono in quanto sconclusionati). qui mi sembra più rigoroso.
SIKITIKIS – boh, non mi convincono. tutto in ordine, rock, piedini che battono, elettronica giusta, testi pregevoli. sarà che diffido della musica italiana troppo spensierata.
FUZZTONES – iperboli. leggenda. etc etc. sono stato un teenager negli anni 2000, non 30 anni prima. non mi servono per godere.

Main Stage

PLAYMOBIL FROM CHERNOBYL – revival elettro funk che se fossero inglesi sarebbero forse su NME (non è sinonimo di qualità). invece sono italiani e sembrano una versione scema dell’italo disco.

BRUNORI S.A.S – abbiamo un debole per i cantautori naif e stralunati come lui. disperso sul main stage tra i bikini delle fan (esistono??) dei groove armada. (andiamolo a vedere la notte in fortezza vecchia)

OK GO – hanno dei video che sono dei gioiellini coreografici e di colore. sono piacevoli, di quella piacevolezza che ti da una granita: dieci minuti di freschezza, ne prendi anche due al giorno ma non è che poi ci ripensi o ti fermi a riflettere sul gusto del ghiaccio. ci godremo le proiezioni e i balletti.

EDITORS – la domanda è: a chi giova la versione inglese degli interpol? a nessuno, nemmeno quando credono di essere i coldplay. non giovavano a nessuno nemmeno gli interpol (che almeno sono stilosissimi, questi hanno proprio nelle ossa la tristezza inglese)

GROOVE ARMADA – l’esperimento sarà riuscire a trasferire (e rendere non soporifera) la loro musica da aperitivo dentro uno stadio (luogo dove serve sudore e non servono long island).

23-7-2010

Psycho Stage
LES SPRITZ – essere sperimentali è diverso dall’essere sconclusionati. peccato perché quando accelerano potrebbero spaccare quasi tutto (che è un po’ quello che si chiede alla musica, spaccare almeno qualcosa).
VANDEMARS – mi piaciucchiano. sarà che sono in un periodo di passione per gruppi rock alternativi italiani che sembrano essere stati teletrasportati dal 1995.
DID – idee confuse. nella musica server rigore sovietico.
IL GENIO – sento già il piacere della leggerezza naif che porteranno nella mia città.
BUD SPENCER BLUES EXPLOSION – roba bella cicciona. rock.

Main Stage

PALOMINO BLITZ – un gruppo indie rock con voce femminile.

A TOYS ORCHESTRA – tra i migliori gruppi italiani. il pop è una cosa semplice.

URBAN SWING SOUND SYSTEM – la versione hip-hop di billie holiday. sono quei gruppi che dal vivo ti ipnotizzano. la potenza e la consapevolezza di essere donne.

NOORA NOOR – una ventata di passato. il pubblico si darà di gomito dicendo “però è brava” e citando una qualche altra cantante nera passatella.

FAITHLESS – giubilo generale quando faranno god is a dj. stanno raccogliendo i fondi per una vecchiaia più che dorata, capitalizzando 15 anni di una carriera incisiva come quella di Bersani nella storia del PCI.

24-7-2010

Psycho Stage
CHRISTINE PLAYS VIOLA – purtroppo nessuno suona la viola. sono un gruppo new wave. per un tipico pomeriggio livornese.
THE PEOPLE SPEAK – questi sono divertenti, anche se è un divertimento fuori tempo massimo (sei fuori tempo massimo quando metti le tastiere e un po’ di elettronica fun nel rock e pensi “ganzo”)
MY AWESOME MIXTAPE – esagerando sono la risposta italiana al giro anticon e simili. volando basso restano una delle migliori realtà italiane di pop d’avanguardia (nel senso di “ristrutturazione del pop usando meno chitarre”)
VIRGINIANA MILLER – alla fine sono dei precursori. facevano quello che ora viene chiamato indie rock quando il termine non era nell’immaginario collettivo giovanile o, se c’era, significava tutt’altro.
MANNARINO – un ubriaco che canta degli ultimi e degli esclusi. applausi e lacrime. portatevi vino e sconfitta. concerto vincitore di italia wave.

Main Stage

SEGNALI DI RIPRESA – una roba talmente pretenziosa da risultare quasi gradevole.

MOJA – è jappo, quindi matto e sono delle cose sceme che non ci ho capito un cazzo. ma, essendo jappo, le suona come se non ci fosse un domani.

LUCY LOVE – stasera è una serata dedicata ai presuntuosi. è brava. cervellotica. per fare un paragone semplice è come prendere Die Antwoord e toglierci il divertimento.

JAMAICA – al solito. è per colpa di questa smania di mettere l’elettronica a caso nel rock che i giovani smarriscono la via e i vecchi si rifugiano nei dinosauri.

JIMI TENOR & KABU KABU – boh. questa musica non la capisco. è bravo, a qualcuno potrebbe venire voglia di ballare. ma credo che la gente stasera vorrà ballare dei martelloni in quarti e non queste varianti tribali del jazz.

UNDERWORLD – rendiamo merito. la loro d’n’b lisergica e ambientale è stata avanti per anni. e non è mai stata tanto buona per i punkabbestia. ora sono pronti per i rave da stadio, come se fosse il due novembre.

ILARIO ALICANTE – è di livorno e i suoi pezzi (entusiasmo) li suona persino Hawtin.

25-7-2010

OGUN FERRAILLE – finalmente delle chitarre rumorose.
I VENUS – non vedo differenze coi finley.
PAN DEL DIAVOLO – folk suonato come se fosse punk. è bello quando i gruppi si ricordano dei violent femmes.
KRIKKA REGGAE – il nome è un programma.
SIR OLIVER SKARDY – non sono in grado di giudicare positivamente il reggae.

Main Stage

ARAWAK – ora basta.

HANGGAI – sono cinesi. inchiniamoci, pensiamo a Mao e saremo felici. la rivoluzione passa dal capire questa musica qui.

APRES LA CLASSE – vengono dal salento, se riusciranno a trasformare lo stadio di livorno in festa come sulle spiagge di otranto li nomineremo vincitori. mi troverete al bar.

JULIAN MARLEY – il figlio sconosciuto di bob marley. potevano almeno fare venire il figlio di tosh.

OJOS DE BRUJO – baciate le vostre donne.




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