Opinioni futili per ascoltatori inesperti


#37 la lunga estate freddissima

da ferragosto in poi si entra nel periodo peggiore dell’estate. finisce il clima della festa, dei concerti e degli schiuma party ma non è ancora abbastanza freddo per tornare a rinchiudersi nel localino preferito. in genere restano i commenti su quel gruppo meraviglioso visto live, su quella festa delirante e su quelle svedesi conosciute al pub sulla spiaggia. per noi di livorno quest’anno non è così. perchè non abbiamo avuto quasi niente da ricordare.

l’estate livornese inizia a luglio, con italia wave: quando le cose più belle che vedi sono bologna violenta e BSBE per un festival di respiro interazionale c’è qualche problema. tra headliner degni del 1998 e clima poliziesco è stato fatto quasi tutto per rendere il festival un luogo inospitale: inesistente il clima del grande evento, solo passare, guardare e andare via. nel frattempo i pavement erano da qualche altra parte e i wolf parade non erano presenti nell’immaginazione di nessuno, il fantasma degli underworld riproponeva born slippy a gente indegna della musica che ascolta.

dopo questa (che con tutta probabilità sarò l’ultima edizione labronica del festival) le notti livornesi si focalizzavano sugli eventi della fortezza nuova. non ero presente, ma immagino che l’aperitivo con marcello veneziani sia stato un successone. di sicuro saranno stati soddisfacenti i saggi di danza e gli spettacoli teatrali: non so se la zelante security (persone a cui l’auricolare provoca un brivido d’onnipotenza) è stata in grado di gestire il copioso afflusso di mamme, babbi, nonne con la giacchetta da sera.

ad agosto l’evento clou: effetto venezia, festa dei ristoratori. lo scorso anno ho visto nada, assalti frontali, enzo jannacci. non i gang of four, ma nemmeno il balletto. sul palco principale c’era il balletto. comunque il cartoccio di fritto c’era, quindi tutto tranquillo. non so quale sia stata la spesa per il tutto ma credo più di 1000 euro (cifra con cui ti puoi permettere di chiamare oblivians e verme a spaccare tutto).

alla fine gli ultimi fuochi d’artificio: bobo rondelli alla festa del pd, gruppi locali alla festa del pd (con annessa polemica), riso mare alla festa del pd.

le note positive: il grape juice, seppur in tono minore, continua a vivere e quest’anno ha mostrato lo stato dell’arte della scena livornese. su tutti i bad love experience, very british, e i crystal newton, incosapevolmente byrdsiani e bucolici.

e poi su una spiaggia a tirrenia, insieme ad altre 20 persone, ho visto gli amor fou. ma i livornesi doc a pisa non ci vanno: c’era bersani alla festa dell’unità.

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