Opinioni futili per ascoltatori inesperti


top album 2010 [secondo rumore]

il momento che tutti aspettano. le classifiche di fine anno sono quasi l’unico motivo per il quale le persone ascoltano musica.

per dire “io l’avevo detto” o “questi non ci capiscono un cazzo”. per commentarle insieme ad uno spritz.

la prima che mi è capitata è quella del noto mensile rumore (tipo la rivista di riferimento per i metallari convertiti all’indie rock che mantengono comunque una grettitudine tale da tenerli lontani dalla verbosità di blow up).

eccola (mi pare che vogliano fare un po’ i fenomeni):

Tame Impala – Innerspeaker un disco texano del 1974 che sembra registrato nel 2020.

Caribou – Swim il modo per fare ascoltare il krautrock agli strapponi del sabato sera.

Janelle Monàe – The ArchAndroid ecco quello che tocca agli indie snob nel 2010: il revival. stavolta funk/r’n’b, ovviamente postmoderno (è francamente insopportabile).

The National – High Violet l’archetipo del disco democratico: triste, sconfitto e conservatore. sanno scrivere canzoni perfette.

The Frowning Clouds – Listen Closeiler non poteva mancare il disco garage (rispettoso).

Massimo Volume – Cattive Abitudini il ritorno di Clementi serve a far capire a chi si è nutrito delle spoglie dei Massimo Volume per tutti questi anni (tutta la scena rock italiana) chi è veramente il miglior autore italianod egli anni novanta. lacrime e ferite.

Beach House – Teen Dream uno di quei dischi leggeri e sognanti che ti riconciliano col mondo.

Arcade Fire – The Suburbs questo è un disco GRANDE. sovrabbondante, da orchestrina/carrarmato pop. una spanna sopra agli altri eroi moderni, spiegano come si può essere capaci di metabolizzare tutta la musica precedente a loro e riproporla totalmente senza perdere di vista quello che la gente vuole: le canzoni.

Cough – Ritual Abuse nichilismo e misantropia. necessario, visto che tutti i capi del doom stanno scoprendo la psichedelia o i feedback.

Roky Erickson (with Okkervil River) – Love Cast Out All Evil la sofferenza di una leggenda accompagnata dal più disperato gruppo contemporaneo. il disco della speranza.

Zoroaster – Matador come asciugare i baroness dal loro super ego strumentale. o riempire di acidi i kyuss (con in cuffia gli sleep).

Black Mountain – Wilderness Heart il miglior disco rock (tutto il rock) del 2010.

Black Keys – Brother questi sono i dischi che servono al blues tutto per togliersi quella nomea di genere di nicchia, adulto, di musica dell’anima. rude, chiaramente sofferente, polveroso.

Field Music – Measure una band inglese, con tutti i pro e i contro del caso.

Os Haxixins – Debalxo Das Pedras non pervenuti

Joanna Newsom – Have One On Me asciugato dalle strabordanti orchestrazioni del precedente riesce a fare un triplo disco di arpa voce e poco altro composto di canzoni. per fare questo occorre essere qualcosa più degli altri.

Floored By Four – s/t mike watt se la tira e fa il virtuoso coi suoi amici.

Wild Nothing – Gemini non è solo venerare i my bloody valentine o i cure. è anche essere capaci di scrviere canzoni pop. a tutti piacciono le canzoni ed è giusto riconoscere quando qualcuno è in grado di comporle.

Hot Chip – One Life Stand balletti soft.

The Drums – s/t insopportabili anche solo per le loro facce da cazzo.




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